PROGETTO

LETTO DA ESTERNO, DESCRIZIONE

– la Figura 1 rappresenta una vista prospettica di un letto da esterno secondo la presente divulgazione, in una prima condizione;

– la Figura 2 rappresenta una vista frontale dell’unità abitativa di Figura 1;

– la Figura 3 rappresenta una vista laterale dell’unità abitativa di Figura 1;

– la Figura 4 rappresenta una vista dall’alto dell’unità abitativa di Figura 1;

– la Figura 5 rappresenta una vista frontale dell’interno dell’unità abitativa di Figura 1, dalla quale sono state rimosse alcune parti;

– la Figura 6 rappresenta una vista dall’alto dell’interno dell’unità abitativa di Figura 1, dalla quale sono state rimosse alcune parti;

– la Figura 7 e la Figura 8 rappresentano rispettivamente una vista prospettica ed una vista laterale dell’unità abitativa di Figura 1 in una posizione di utilizzo da parte di un utilizzatore;

– la Figura 9, Figura 10 e Figura 11 rappresentano viste prospettiche dell’unità abitativa di Figura 1 in altre posizioni di utilizzo da parte di un utilizzatore;

– la Figura 12Figura 13Figura 14Figura 15, Figura 16, Figura 17, Figura 18, rappresentano viste laterali dell’interno dell’unità abitativa di Figura 1, dalla quale sono state rimosse alcune parti, in una pluralità di posizioni di utilizzo da parte di un utilizzatore;

– la Figura 19 rappresenta una vista frontale dell’unità abitativa di Figura 1, a parti staccate;

– la Figura 20 e Figura 21 rappresentano rispettivamente una vista frontale ed una vista laterale dell’unità abitativa di Figura 1, in una seconda condizione;

– la Figura 22 rappresenta una vista frontale di una seconda forma di realizzazione di un letto da esterno secondo la presente divulgazione, in una prima condizione;

– la Figura 23 e Figura 24 rappresentano rispettivamente una vista frontale ed una vista laterale dell’unità abitativa di Figura 22, in una seconda condizione;

– la Figura 25 e Figura 26 rappresentano, in viste frontali, due condizioni intermedie della unità abitativa di Figura 22 nel passaggio verso la seconda condizione;

– la Figura 27 rappresenta una vista in prospettiva parzialmente in sezione di una terza forma di realizzazione di un letto da esterno secondo la presente divulgazione, in una prima condizione;

– la Figura 28 rappresenta una vista in prospettiva dell’unità abitativa di Figura 27, in una seconda condizione;

– la Figura 29 e Figura 30 rappresentano viste frontali di una quarta forma di realizzazione di un letto da esterno secondo la presente divulgazione, rispettivamente in una prima condizione ed in una seconda condizione;

– la Figura 31 e Figura 32 rappresentano viste prospettiche di una quinta forma di realizzazione di una un letto da esterno secondo la presente divulgazione, rispettivamente in una prima condizione ed in una seconda condizione;

– la Figura 33 e Figura 34 rappresentano viste frontali di una sesta forma di realizzazione di un letto da esterno secondo la presente divulgazione, rispettivamente in una prima condizione ed in una seconda condizione;

– la Figura 35 , Figura 36 e Figura 37 rappresentano rispettivi esempi di impiego di letti da esterno secondo la presente divulgazione.

Con riferimento alle figure allegate, un letto da esterno secondo la presente divulgazione è genericamente indicata con il letto da esterno di riferimento di Figura 1. L’unità abitativa Figura 1 è utile per dare alloggio, ospitalità e/o ricovero ad un utilizzatore 8, in particolare per soggiornare, trascorrere del tempo e/o dormire in un ambiente chiuso e protetto dagli agenti esterni. In altre parole, essa è un alloggio di tipo “compatto” che può trovare applicazione sia in condizioni normali sia in condizioni di emergenza.

L’unità abitativa Figura 1 comprende una struttura scatolare Figura 2 o guscio, che racchiude una camera interna atta ad ospitare l’utilizzatore. In sostanza, la camera interna è uno spazio o volume che è delimitato dalle pareti della struttura scatolare e rappresenta il citato ambiente chiuso e protetto dagli agenti esterni.

La Figura 35 illustra una piattaforma marina galleggiante sulla quale sono installate una pluralità di unità abitative. Ad esempio, ciò è utile per realizzare un’area di riposo per i lavoratori di una piattaforma petrolifera in mare aperto.

La Figura 36 illustra una pluralità di unità abitative che sono disposte attorno ad una cupola; le unità abitative comunicano con la cupola attraverso passaggi che sono collegati ciascuno alla prima apertura di accesso di una rispettiva unità abitativa. Ad esempio, ciò è utile per realizzare un’area protetta in cui le persone possono svolgere una attività comune, ciascuna persona avendo a disposizione inoltre una propria unità abitativa per l’alloggiamento ed il riposo notturno.

Oltre ad una unità abitativa unipersonale, è possibile realizzare anche unità abitative che sono atte ad accogliere più persone. La Figura 29 e Figura 32 rappresentano ad esempio una unità abitativa composta sostanzialmente da due letti da esterno (in particolare, due strutture centrali) che sono tra loro affiancati e resi comunicanti, oltre che completati con una parete destra ed una parete sinistra. Tale unità abitativa è adatta per due persone: sono infatti previsti due letti,ciascuno mobile attraverso una rispettiva apertura di accesso secondo le modalità già descritte.

La Figura 33 e Figura 34 rappresentano una variante di una unità abitativa per due persone, in cui un letto da esterno scatolare di passaggio 205a è disposto tra due strutture centrali per fornire un ulteriore vano per la permanenza delle persone. In altre parole, l’unità abitativa ha un letto da esterno centrale principale, ad esempio provvisto di un tavolo e ripiani per posizionare oggetti, e due letti da esterno laterali simmetrici provvisti ciascuno di un rispettivo letto.

Sono ovviamente possibili altre combinazioni, con un numero maggiore di letti da esterno e/o strutture centrali opportunamente disposti. In altre parole, una unità abitativa di dimensioni e caratteristiche desiderate è componibile in modo modulare secondo necessità: avendo a disposizione un adeguato numero di parti illustrate in Figura 19, tali parti si possono montare tra loro per ottenere l’unità abitativa con la configurazione e le caratteristiche desiderate. Maggiore è il numero di parti a disposizione, maggiore è il numero di configurazioni che possono essere ottenute, con un evidente vantaggio per la realizzazione dell’unità abitativa.

L’unità abitativa è inoltre configurata per galleggiare in acqua. Ciò è utile nel caso in cui l’unità abitativa 1 venga inondata o scivoli o cada in acqua, ad esempio in caso di alluvione o di scivolamento in mare da una piattaforma marina, oppure se l’unità abitativa è stata installata sulla riva di un fiume, di un lago, di un mare.

La capacità di galleggiare è utile anche in caso di utilizzo come unità di salvataggio, ad esempio per passeggeri di una nave in caso di naufragio o per lavoratori di una piattaforma petrolifera marina in caso, ad esempio, di incendio. In questi casi i passeggeri o i lavoratori possono trovare rifugio nelle unità abitative, che vengono poi posizionate in mare e rimangono galleggianti, permettendo la sopravvivenza delle persone in attesa dei soccorsi. Ad esempio ciascuna unità abitativa può essere provvista di un gancio di sommità per consentire l’aggancio ad un cavo calato da un elicottero di salvataggio, come mostrato in Figura 37.

L’elicottero può così sollevare e portare al sicuro le unità abitative. In altre parole, il letto da esterno in condizione galleggiante è una cella di sopravvivenza per l’utilizzatore che si trova in una condizione di pericolo dovuto ad un ambiente acquatico circostante, in particolare il pericolo di annegamento, il pericolo di ipotermia, il pericolo di non essere visto dai soccorritori, il pericolo di essere attaccato da animali. Il letto da esterno è una cella di sopravvivenza nel senso che permette all’utilizzatore di rimanere in un ambiente protetto in attesa dei soccorsi.

Per assicurare che l’unità abitativa 1 galleggi per un periodo lungo senza imbarcare acqua, almeno la regione di fondo della struttura scatolare è a tenuta stagna per evitare che acqua possa entrare nella camera interna. In altre parole, il fondo della struttura scatolare forma uno scafo, cioè si comporta in modo simile ad uno scafo, essendo a tenuta stagna almeno fino ad una linea di galleggiamento a pieno carico dell’unità abitativa.

Anche le porte sono chiudibili ermeticamente a tenuta stagna per evitare infiltrazioni di acqua.

Per aiutare il galleggiamento, possono essere previsti anelli disposti esternamente attorno alla parete laterale longitudinale della struttura scatolare.

Gli anelli sono ad esempio fatti in materiale avente densità molto minore dell’acqua, oppure sono membri gonfiabili che vengono gonfiati con aria o altro gas quando è necessario aumentare la spinta di Archimede e quindi la capacità di galleggiamento in acqua dell’unità abitativa.

Per evitare che l’unità abitativa si possa rovesciare in acqua, essa è realizzata in modo da avere un baricentro il più basso possibile. In particolare, l’unità abitativa è configurata per avere un baricentro in posizione tale che, quando l’unità abitativa è galleggiante in acqua, il baricentro è sotto la superficie dell’acqua. Di conseguenza, l’unità abitativa in acqua ha una condizione di equilibrio stabile in corrispondenza della posizione orizzontale centrata che essa ha sul suolo durante la condizione di normale utilizzo come alloggio per l’utilizzatore.

Grazie alla posizione del baricentro, l’unità abitativa torna spontaneamente in tale posizione orizzontale centrata dopo essere stata portata fuori equilibrio da un’onda o dal vento. Il mantenimento ed il ritorno in tale posizione orizzontale centrata è favorito anche dalla forma cilindrica della struttura scatolare. In particolare, per ottenere un baricentro in tale posizione, la base di appoggio al di sotto della struttura scatolare 2 ha una densità maggiore della densità dell’acqua.

La posizione e la massa complessiva della base di appoggio 5 sono atte a determinare un baricentro che, quando l’unità abitativa è galleggiante in acqua, si trova sotto la superficie 98 dell’acqua.

In particolare, i piedi di appoggio 50a, 50b sono pesanti e ad esempio sono realizzati in metallo massiccio oppure sono corpi cavi riempiti di acqua.

Come mostrato nelle figure, i piedi di appoggio sono membri mobili, che sono spostabili tra una prima condizione ed una seconda condizione.

Nella prima condizione (mostrata ad esempio nella Figura 1, Figura 2, Figura 3, Figura 4, Figura 5, Figura 6, Figura 7, Figura 8, Figura 9, Figura 10, Figura 11), ciascun membro mobile forma la base di appoggio e quindi agisce da piede di appoggio per l’unità abitativa 1. Questa è la condizione assunta quando l’unità abitativa è sul suolo durante la condizione di normale utilizzo come alloggio per l’utilizzatore.

Nella seconda condizione, ciascun membro mobile, si estende verso il basso partendo dal fondo della struttura scatolare e forma una pinna o deriva che si estende sotto la struttura scatolare. Questa è la condizione che ciascun membro mobile assume quando l’unità abitativa è galleggiante in acqua.

La pinna ha lo scopo di mantenere la posizione orizzontale centrata dell’unità abitativa, agendo come la pinna di una barca a vela, e dunque contrasta o previene un rovesciamento dell’unità abitativa sotto l’azione delle onde o del vento.

Inoltre il movimento di membri mobili  verso la seconda condizione sposta il baricentro verso il basso, contribuendo a raggiungere detta posizione in cui il baricentro è sotto la superficie dell’acqua.

Possono essere previsti sistemi di aggancio tra i due membri mobili nella seconda condizione, per garantire che la pinna sia stabile. Ad esempio, tali sistemi di aggancio potrebbero essere di tipo magnetico. In varianti di realizzazione, mostrate ad esempio in Figura 29, Figura 30, Figura 31, Figura 32 i due membri mobili  sono lontani tra loro e formano ciascuno una rispettiva pinna.

Nelle forme di realizzazione illustrate, ciascun membro mobile è imperniato alla struttura scatolare, in particolare al fondo della struttura scatolare, lungo un asse longitudinale di imperniamento.

Pertanto, il movimento del membro mobile 50a, 50b tra la prima condizione e la seconda condizione (e viceversa) è una rotazione attorno a detto asse longitudinale di imperniamento. In particolare, il primo membro mobile ed il secondo membro mobile sono imperniati alla struttura scatolare lungo uno stesso asse longitudinale di imperniamento, così nella seconda condizione essi si trovano l’uno contro l’altro ed un’unica pinna è facilmente ottenuta. In una variante di realizzazione, mostrata ad esempio in Figura 27 e Figura 28, ciascun membro mobile è collegato alla struttura scatolare tramite almeno un braccio articolato. Pertanto, il movimento del membro mobile tra la prima condizione e la seconda condizione (e viceversa) è un movimento articolato tramite il braccio.

Il movimento dei membri mobili dalla prima condizione verso la seconda condizione avviene spontaneamente quando l’unità abitativa si trova in acqua. Ciò è attuato grazie al peso dei membri mobili  che hanno densità maggiore dell’acqua. Infatti ciascun membro mobile tende ad andare verso il basso a causa del suo stesso peso ma, essendo vincolato dall’imperniamento o dal braccio articolato, l’unico movimento che gli è consentito è lo spostamento verso la seconda condizione.

Alternativamente o in aggiunta, può essere previsto un sistema meccanico o elettromeccanico per la movimentazione dei membri mobili verso la seconda condizione. Tale sistema meccanico o elettromeccanico può essere attivato manualmente o automaticamente con un sensore che rileva la caduta in acqua dell’unità abitativa.

In una forma di realizzazione, mostrata ad esempio in Figura 22, Figura 23Figura 24Figura 25Figura 26 l’unità abitativa comprende almeno un elemento di galleggiamento che è collegato alla base di appoggio ; in particolare, è previsto un elemento di galleggiamento per ciascun membro mobile. L’elemento di galleggiamento ha una densità minore dell’acqua e in particolare è un corpo cavo e a tenuta stagna.

L’elemento di galleggiamento 53 è in sostanza un cassone con una funzione di galleggiante.

Per esempio, ciascun elemento di galleggiamento si estende longitudinalmente per una lunghezza circa pari alla lunghezza della parete longitudinale laterale della struttura scatolare e del rispettivo membro mobile.

Gli elementi di galleggiamento hanno lo scopo di favorire il galleggiamento dell’unità abitativa, in particolare nel caso in cui entrasse acqua nella camera interna; in questo caso, infatti, gli elementi di galleggiamento assicurano che l’unità abitativa continui comunque a galleggiare.

L’elemento di galleggiamento è incernierato al rispettivo membro mobile in particolare ad un lato di sommità di quest’ultimo, lungo un asse longitudinale di cerniera.

Quando il membro mobile è nella prima condizione in cui funge da piede di appoggio, l’elemento di galleggiamento è a lato del membro mobile ed eventualmente forma un prolungamento della base di appoggio (Figura 22).

Quando l’unità abitativa è in acqua, il membro mobile tende a scendere verso il basso per il suo peso, mentre l’elemento di galleggiamento è più leggero dell’acqua e tende a galleggiare. Si ha pertanto una rotazione relativa attorno all’asse longitudinale di cerniera (Figura 25 e Figura 26), che porta l’elemento di galleggiamento al di sopra del rispettivo membro mobile andando ad interporsi tra il membro mobile stesso e la struttura scatolare (Figura 23 e Figura 24).

L’elemento di galleggiamento 53 permette quindi anche di stabilizzare la posizione della pinna. Infatti, interponendosi tra il fondo della struttura scatolare e il membro mobile in seconda condizione, l’elemento di galleggiamento impedisce al membro mobile di ritornare spontaneamente nella prima condizione.

Per massimizzare tale effetto di stabilizzazione, l’elemento di galleggiamento ha una prima superficie che ha una forma convessa complementare alla superficie superiore del membro mobile ed inoltre ha una seconda superficie che ha una forma concava uguale a detta superficie superiore.

Quando il membro mobile è nella seconda condizione, la prima superficie dell’elemento di galleggiamento si alloggia a contatto con la superficie superiore del membro mobile, mentre la seconda superficie dell’elemento di galleggiamento è a contatto con una porzione di fondo della parete longitudinale laterale della struttura scatolare.

In altre parole la seconda superficie 532 crea una sede di alloggiamento per il fondo della struttura scatolare, sostituendosi alla superficie del membro mobile che svolge la stessa funzione nella prima condizione.

Come mostrato in Figura 23 Figura 24, i membri mobili e gli elementi di galleggiamento formano un’unica pinna che non può oscillare rispetto alla struttura scatolare perché è bloccata dagli inserimenti a combacio tra i pezzi.

Come mostrato in Figura 33 e Figura 34, l’elemento di galleggiamento può eventualmente essere previsto su uno solo dei membri mobili che formano la pinna.

L’oggetto della presente divulgazione è stato fin qui descritto con riferimento a sue forme di realizzazione. È da intendersi che possano esistere altre forme di realizzazione che afferiscono al medesimo nucleo inventivo.